Immagine virtuale di un tumore alla prostata

Oltre 36 mila nuovi casi in Italia nel 2020: nel nostro Paese il tumore alla prostata è il più diffuso tra gli uomini. Rappresenta quasi il 19% di tutti i tumori diagnosticati nella popolazione maschile. Cresce, insomma, anno dopo anno, l’incidenza (che resta anche elevata), ma fortunatamente negli ultimi 5 anni si è registrata anche una riduzione del tasso di mortalità (circa il 15% in meno). A dimostrarlo anche il dato relativo al numero di persone che hanno resistito al tumore dopo cinque anni: sono il 92%.

Merito di questa controtendenza è sicuramente l’arrivo di nuove cure e terapie, ma anche un’attività di prevenzione e diffusione di esami specifici che hanno aiutato una diagnosi precoce. L’esame della prostata, in sostanza, è un buon consiglio, assieme a buone pratiche di prevenzione.

Tumore alla prostata, di cosa parliamo

Il cancro della prostata è uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile, ma i dati relativi alla sopravvivenza sono incoraggianti. Ha origine dalle cellule presenti all’interno di una ghiandola, la prostata appunto, che cominciano a crescere in maniera incontrollata. La prostata è presente solo negli uomini, è posizionata di fronte al retto e produce una parte del liquido seminale rilasciato durante l’eiaculazione. In condizioni normali ha le dimensioni di una noce, ma con il passare degli anni o a causa di alcune patologie può ingrossarsi fino a dare disturbi soprattutto di tipo urinario. Questa ghiandola è molto sensibile all’azione degli ormoni, in particolare di quelli maschili, come il testosterone, che ne influenzano la crescita.

L’età è sicuramente il fattore di rischio più incidente: prima dei 40 anni le possibilità di ammalarsi sono scarse. L’incidenza aumenta dopo i 40 anni, ma le diagnosi più rilevanti si registrano in età più avanzata: secondo l’Airc circa due tumori su tre sono diagnosticati in persone con più di 65 anni. La familiarità (parente con la stessa malattia), la mutazione di alcuni geni e uno stile di vita non adeguato (obesità, assenza o scarsezza di esercizio fisico) possono favorire lo sviluppo e la crescita del tumore alla prostata.

Controllo prostata e prevenzione

Passati in rassegna i fattori di rischio, delineare alcune regole quotidiane per fare prevenzione circa il tumore alla prostata è sufficientemente chiaro: consumare frutta, verdura, cereali integrali, ridurre l’assunzione di carne rossa, soprattutto se grassa o troppo cotta e di cibi ricchi di grassi saturi, mantenere

il peso nei parametri di norma e tenersi in forma facendo attività fisica sono basilari. Sottoporsi costantemente a visita urologia o esami per la prostata (soprattutto se si ha familiarità o si sono registrati fastidi e anomalie.

Il tumore alla prostata, in sostanza, è caratterizzato dalla crescita incontrollata di cellule anomale nella ghiandola prostatica. Si tratta di un decorso decisamente lento e la malattia può anche non essere evidenziata da alcun sintomi per lungo tempo. Questo fattore rende naturalmente necessaria una diagnosi precoce attraverso le tecniche maggiormente in uso al momento, esami in grado di identificare con certezza la presenza di cellule tumorali nel tessuto prostatico. La risonanza magnetica multiparametrica è diventata fondamentale per decidere se e come sottoporre il paziente a tali esami.

Novembre mese della prevenzione del tumore alla prostata

Detto dell’età e della familiarità come principali fattori di rischio, non ci sono ancora indicazioni precise per quanto riguarda una corretta prevenzione. Qui, però, possiamo stilare una serie di precauzioni legate all’alimentazione (aspetto certamente principale rispetto agli altri) e al peso corporeo che possono ridurre il rischio di sviluppo e crescita del tumore alla prostata.

Dal punto di vista nutrizionale è corretto mangiare frutta e verdura di stagione (dieta che, peraltro, riduce il rischio di sviluppare anche tumori di altra tipologia), bere pochi alcolici, consumare cibi ricchi di fibre integrali, evitare cibi ricchi di grassi. L’incidenza del tumore alla prostata, infatti, aumenta sensibilmente in quei Paesi in cui si tende a mangiare molto e assumere una dieta ricca di grassi saturi come i grassi animali.

Contenere il peso corporeo è un’altra ottima indicazione. Controverso, invece, è il legame tra il tumore della prostata e l’attività sessuale, ovvero se questa possa avere un effetto protettivo oppure no.

Esame prostata e dosaggio PSA, quando farli

La prevenzione secondaria per una diagnosi precoce della malattia consiste nel sottoporsi ogni anno ad una visita urologica con dosaggio del PSA. Il dosaggio del PSA, cioè dell’antigene prostatico specifico, è un esame di laboratorio eseguito su un prelievo di sangue. Il PSA è una proteina presente in minime quantità nel sangue ed è normalmente prodotta dalle cellule della prostata dove è maggiormente contenuta. L’esame dovrebbe essere eseguito ogni anno dagli uomini con un’età compresa tra i 50 e i 70 anni, anche in assenza di disturbi (sintomi). Negli individui di età pari o superiore a 40 anni, di solito, è prescritto qualora in famiglia siano presenti casi di tumore alla prostata. Tra i più giovani, come abbiamo già ricordato in precedenza, invece, la malattia ha un’incidenza bassa.

Ricordiamo sempre come sia utile e consigliato rivolgersi sempre al medico curante per una valutazione delle condizioni generali di salute e della storia sanitaria familiare.

L’uso del dosaggio del PSA per la diagnosi precoce in persone senza sintomi, cioè come test di screening, è inoltre molto discusso: la maggior parte degli esperti concorda che non è mai indicato oltre i 70 anni di età e che nei soggetti più giovani vada effettuato solo in caso di sospetto o se ci sono stati in famiglia altri casi della stessa patologia.

Risonanza multiparametrica prostata, un esame non invasivo

La risonanza magnetica prostata multiparametrica è un esame ha cambiato le prospettive diagnostiche e terapeutiche del carcinoma della prostata, mostrando dati che vanno dalla valutazione anatomica / morfologica della ghiandola prostatica, all’analisi delle caratteristiche funzionali, che consentono di distinguere e differenziare con precisione le lesioni maligne dalle altre alterazioni focali non pericolose. La rm prostata sfrutta il principio della radiofrequenza senza l’utilizzo di radiazioni ionizzanti. È un esame non invasivo ed è da considerarsi al pari di un’ecografia.

La RM multiparametrica Ingenia della Philips, in dotazione allo Studio Radiologico Viterbo e utilizzata negli esami per prostata, ha una risoluzione maggiore del 40% rispetto alle macchine precedenti e non utilizza più la sonda endorettale. L’esame dura circa 30 minuti nel massimo comfort della sala multicromatica con musica, a scelta anche in cuffia.

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