Perché la risonanza magnetica è l’esame di riferimento per le articolazioni
La risonanza magnetica è oggi lo strumento diagnostico più accurato per lo studio delle articolazioni. A differenza della radiografia, che visualizza solo le ossa, la RM permette di esaminare con grande dettaglio tutte le strutture interne di un’articolazione: cartilagini, legamenti, menischi, tendini, sinovia e tessuti molli circostanti.
Questo la rende indispensabile ogni volta che il medico ha bisogno di capire l’origine di un dolore articolare, valutare l’entità di una lesione dopo un trauma, pianificare un intervento chirurgico o monitorare la risposta a un trattamento conservativo.
Lo Studio Radiologico Viterbo esegue risonanze magnetiche articolari con apparecchiatura ad alto campo, che garantisce immagini ad alta risoluzione anche per strutture molto sottili come la cartilagine articolare o i piccoli legamenti del ginocchio.
RM del ginocchio: cosa si studia e quando farla
Il ginocchio è l’articolazione più frequentemente studiata con la risonanza magnetica, sia per la sua complessità anatomica sia per la frequenza con cui viene coinvolta in traumi sportivi e patologie degenerative.
Cosa si valuta: La RM del ginocchio permette di esaminare i due menischi (mediale e laterale), i legamenti crociati (anteriore e posteriore) e i legamenti collaterali, la cartilagine articolare, la sinovia (membrana che riveste l’articolazione), i tendini — in particolare il tendine rotuleo — e le strutture ossee per lesioni da stress o edema.
Quando è indicata: Dopo un trauma al ginocchio con sospetta lesione meniscale o legamentosa; dolore persistente al ginocchio senza causa evidente alla radiografia; gonfiore articolare cronico; valutazione pre-chirurgica; monitoraggio di condropatie (lesioni della cartilagine).
Preparazione: Non è richiesta preparazione specifica. L’esame dura circa 20–30 minuti. Il paziente viene posizionato sul lettino con il ginocchio inserito in un’apposita bobina dedicata.
RM della spalla: cosa si studia e quando farla
La spalla è un’articolazione con grande mobilità e quindi particolarmente soggetta a sovraccarico funzionale e patologie dei tessuti molli. La risonanza magnetica è essenziale per valutare in modo completo i suoi componenti.
Cosa si valuta: La RM della spalla studia la cuffia dei rotatori (gruppo di quattro muscoli e tendini che stabilizzano la spalla), le borse sinoviali, il tendine del capo lungo del bicipite, il complesso labrale-legamentoso della glenoide (il ‘bordino’ cartilagineo che aumenta la stabilità), e le strutture ossee per eventuali lesioni.
Quando è indicata: Sospetta lesione parziale o totale della cuffia dei rotatori; dolore alla spalla persistente o che si aggrava con i movimenti; episodi di lussazione o instabilità; impingement subacromiale che non risponde alle terapie conservative; valutazione pre-chirurgica.
Preparazione: Non è richiesta preparazione specifica. L’esame dura circa 25–35 minuti. In alcuni casi viene somministrato mezzo di contrasto intra-articolare (artrografia RM) per studiare meglio le strutture labrali: il medico indicherà se necessario.
RM dell’anca: cosa si studia e quando farla
L’anca è un’articolazione profonda e complessa, difficile da esaminare in modo completo con la sola radiografia o l’ecografia. La risonanza magnetica consente una valutazione precisa di tutte le sue strutture.
Cosa si valuta: La RM dell’anca studia la testa del femore e il cotile, il labbro acetabolare (la struttura cartilaginea che circonda la cavità articolare), i tendini e i muscoli periarticolari, la capsula articolare e la sinovia, e le strutture ossee per ricercare necrosi avascolare, fratture da stress o lesioni da impingement.
Quando è indicata: Dolore inguinale o al gluteo di origine non chiara; sospetta necrosi della testa del femore; impingement femoro-acetabolare; lesioni del labbro acetabolare; dolore persistente dopo una caduta con radiografia negativa (per escludere fratture occulte); valutazione in pazienti con artrite o coxartrosi.
Preparazione: Non è richiesta preparazione specifica per la RM dell’anca standard. L’esame dura circa 25–35 minuti.
RM articolare con o senza mezzo di contrasto
In molti casi la RM articolare viene eseguita senza mezzo di contrasto e fornisce immagini complete per la diagnosi. In alcune situazioni specifiche il radiologo o l’ortopedico possono richiedere l’esame con mezzo di contrasto, in due modalità diverse:
Contrasto endovenoso (gadolinio): utile per valutare infiammazioni della sinovia, lesioni tumorali, o monitorare la risposta a terapie. Richiede un’analisi recente della creatinina.
Artrografia RM (contrasto intra-articolare): il mezzo di contrasto viene iniettato direttamente nell’articolazione prima della RM, per distendere i recessi articolari e migliorare la visualizzazione del labbro (spalla, anca) o di strutture labrali sottili. Viene eseguita sotto guida fluoroscopica in sala radiologica prima dell’accesso alla sala RM.
Quando la RM articolare richiede l’alto campo
Per la maggior parte delle RM articolari, la qualità dell’immagine offerta dall’alto campo (1.5T o superiore) è significativamente superiore a quella delle apparecchiature a basso campo. La differenza è particolarmente evidente nello studio della cartilagine articolare, che è una struttura molto sottile (1–6 mm) dove anche una piccola riduzione di risoluzione può rendere difficile il rilevamento di lesioni precoci.
Per questo, in presenza di sospette condropatie, lesioni labrali sottili o pianificazione chirurgica, l’alto campo è la scelta diagnosticamente più appropriata.
Domande frequenti
Come prepararsi a una RM articolare?
Non è necessaria una preparazione specifica. Portare la richiesta del medico e gli esami precedenti (radiografie, referti ortopedici). Per la RM con contrasto endovenoso è necessaria un’analisi recente della creatinina.
Quanto dura una RM articolare?
Circa 20–35 minuti, a seconda dell’articolazione studiata e del protocollo richiesto (con o senza contrasto).
È necessaria l’impegnativa?
Per la convenzione SSN sì. In regime privato no. Il medico di base o lo specialista ortopedico/reumatologo possono prescriverla.
La RM articolare fa male?
No. L’esame non è invasivo e non causa dolore. L’unica difficoltà può essere mantenere il paziente fermo per la durata dell’esame. In caso di RM con artrografia, la fase dell’iniezione intra-articolare può causare un lieve fastidio.
Posso fare la RM articolare con una protesi?
Dipende dal tipo di protesi. Le protesi più recenti sono generalmente compatibili con la RM ma possono creare artefatti nelle immagini. È fondamentale segnalarlo al momento della prenotazione, portando la documentazione del dispositivo impiantato.
Quale articolazione si studia meglio con la RM?
Ginocchio, spalla e anca sono le articolazioni più comunemente studiate con la RM. Anche polso, caviglia, gomito e piede si prestano bene all’esame RM articolare quando sono necessarie informazioni che la radiografia non può fornire.




















