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Perché la mammografia è importante: la diagnosi precoce salva la vita

Il tumore al seno è il tumore più frequente nelle donne in Italia, con circa 55.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno. La buona notizia è che, se diagnosticato in fase precoce, ha un tasso di guarigione superiore al 95%. La mammografia di screening è lo strumento più efficace per individuare lesioni quando sono ancora troppo piccole per essere percepite alla visita clinica o all’autopalpazione.

Lo Studio Radiologico Viterbo esegue la mammografia digitale con tecnologia Hologic 3Dimensions e Genius AI Detection a Castellana Grotte (BA), disponibile in convenzione SSN e in regime privato.

A chi è raccomandata la mammografia

Donne tra i 50 e i 69 anni: lo screening organizzato SSN

Le linee guida ministeriali italiane e il programma di screening oncologico della Regione Puglia raccomandano la mammografia ogni 2 anni per tutte le donne tra i 50 e i 69 anni. In Puglia, le donne in questa fascia d’età ricevono una lettera di invito dalla propria ASL per partecipare al programma di screening gratuito. È importante rispondere all’invito anche in assenza di sintomi.

Donne tra i 40 e i 49 anni

In questa fascia d’età le linee guida sono meno uniformi. Le principali società scientifiche europee e americane concordano che il beneficio dello screening mammografico supera i rischi anche a partire dai 40 anni, specialmente in presenza di fattori di rischio. Parlare con il proprio medico di base o ginecologo è il primo passo per valutare se e quando iniziare.

Donne oltre i 70 anni

Oltre i 69 anni il programma di screening SSN non invia automaticamente la lettera di invito, ma le donne che lo desiderano possono continuare a eseguire la mammografia su indicazione del medico. Le donne in buone condizioni generali traggono beneficio dallo screening anche oltre i 70 anni.

Donne con fattori di rischio elevato

Alcune donne hanno un rischio di sviluppare un tumore al seno significativamente superiore alla media e devono iniziare lo screening prima e con maggiore frequenza:

  • Mutazione BRCA1 o BRCA2 documentata: screening annuale con RM della mammella a partire dai 25-30 anni (per la RM mammella rivolgersi al centro di riferimento oncologico)
  • Familiarità di primo grado (madre, sorella, figlia) con tumore al seno prima dei 50 anni: valutare con il medico l’avvio anticipato dello screening
  • Precedente biopsia con diagnosi di iperplasia atipica o carcinoma lobulare in situ
  • Seno molto denso (categoria C o D alla mammografia): il medico può raccomandare l’integrazione con ecografia mammaria
  • Radioterapia toracica in età giovanile (ad esempio per linfoma di Hodgkin)

Ogni quanto va fatta la mammografia

La frequenza dipende dall’età e dal livello di rischio individuale:

  • Rischio medio (nessun fattore di rischio specifico): ogni 2 anni tra i 50 e i 69 anni secondo le linee guida SSN
  • Rischio moderatamente elevato (familiarità, seno denso): ogni anno su indicazione del medico, a partire dai 40-45 anni
  • Alto rischio (mutazione BRCA, precedente tumore): ogni anno con integrazione di altri esami, su indicazione dell’oncologo

La mammografia annuale non è raccomandata per tutte le donne a rischio medio: il rischio di falsi positivi e di biopsie inutili aumenta con la frequenza dell’esame. La decisione va sempre presa insieme al proprio medico.

Differenza tra mammografia di screening e mammografia diagnostica

La mammografia di screening è l’esame eseguito in donne senza sintomi, come controllo periodico preventivo. La mammografia diagnostica è invece eseguita in presenza di un sintomo specifico (nodulo palpabile, secrezione dal capezzolo, dolore localizzato, alterazione cutanea) o come approfondimento di un reperto dubbio emerso allo screening.

Le due tipologie possono differire nel numero di proiezioni acquisite e nell’eventuale integrazione con ecografia mammaria nella stessa seduta.

La mammografia con tecnologia Hologic 3Dimensions e Genius AI Detection

Lo Studio Radiologico Viterbo esegue la mammografia con sistema Hologic 3Dimensions, che integra la tomosintesi 3D con la tecnologia Genius AI Detection. Rispetto alla mammografia digitale 2D tradizionale, la tomosintesi acquisisce una serie di immagini a strati che vengono poi ricostruite in 3D: questo riduce la sovrapposizione dei tessuti e aumenta la visibilità delle lesioni, specialmente nelle donne con seno denso.

Il sistema Genius AI Detection analizza automaticamente le immagini e segnala al radiologo le aree che meritano attenzione prioritaria, documentando un miglioramento del +9% nella sensibilità diagnostica rispetto alla lettura tradizionale (dato da studio clinico Hologic).

Come prepararsi alla mammografia

  • Non applicare deodoranti, creme, polveri o profumi sotto le ascelle e sul torace il giorno dell’esame: possono creare artefatti nelle immagini
  • Portare le mammografie precedenti per il confronto: è uno degli elementi più utili per il radiologo
  • Se possibile, eseguire l’esame nella prima metà del ciclo mestruale (giorni 7-14): il seno è meno teso e l’esame è meno fastidioso
  • Indossare abiti comodi, separati nella parte superiore, per facilitare la procedura

Come si svolge l’esame e quanto fa male

La paziente viene posizionata davanti all’apparecchio. Il seno viene posizionato su una lastrina e compresso delicatamente dall’alto per pochi secondi durante ciascuna proiezione. La compressione è necessaria per ottenere immagini nitide e ridurre al minimo la dose di radiazioni: riduce lo spessore del seno e minimizza la sovrapposizione dei tessuti.

La sensazione può essere fastidiosa o leggermente dolorosa, specialmente nelle donne con seno molto denso o in prossimità del ciclo mestruale. Il fastidio dura solo i pochi secondi della compressione. Vengono eseguite in genere 2 proiezioni per seno (obliqua e cranio-caudale). L’esame totale dura circa 10-15 minuti.

Mammografia a Bari in convenzione SSN

Lo Studio Radiologico Viterbo esegue la mammografia digitale con tecnologia Hologic 3Dimensions a Castellana Grotte (BA) in convenzione SSN con impegnativa del medico di base o del ginecologo. Il referto è disponibile in genere entro 24-48 ore.

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Domande frequenti

La mammografia fa male?

L’esame può essere fastidioso per via della compressione, ma dura pochi secondi per ciascuna proiezione. Il dolore è minimo ed è spesso più tollerabile nella prima metà del ciclo mestruale.

A che età devo iniziare a fare la mammografia?

Per le donne a rischio medio, i programmi SSN invitano a partire dai 50 anni ogni 2 anni. Per chi ha fattori di rischio, il medico può consigliare di iniziare prima. In Puglia le donne tra 45 e 49 anni possono accedere allo screening su richiesta al proprio medico.

Posso fare la mammografia in gravidanza o durante l’allattamento?

La mammografia in gravidanza è generalmente evitata nel primo trimestre. In allattamento è possibile ma il seno denso può ridurre la qualità delle immagini. L’ecografia mammaria è spesso preferita in questi casi.

Cosa succede se la mammografia evidenzia qualcosa?

Un reperto alla mammografia non significa necessariamente tumore. Molti riscontri sono benigni (cisti, fibroadenomi, calcificazioni benigne). Il radiologo classifica il referto con il sistema BI-RADS: categorie 1 e 2 sono negative o benigne; categorie 4 e 5 richiedono approfondimento con biopsia.

La mammografia con tomosintesi è migliore di quella tradizionale?

Sì, in particolare per le donne con seno denso. La tomosintesi 3D riduce le sovrapposizioni dei tessuti e aumenta la sensibilità diagnostica rispetto alla mammografia 2D, specialmente nelle lesioni non calcifiche.

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