• 07 LUG 09
    L’endoscopia virtuale, la nuova frontiera della diagnostica del colon

    L’endoscopia virtuale, la nuova frontiera della diagnostica del colon

    L’esame radiologico garantisce bassa invasività e accertamenti precoci delle patologie intestinali.

    Navigare virtualmente e senza intromissioni nell’intestino per individuare polipi, tumori o qualsiasi altra lesione locale. È questa l’ultima frontiera della diagnostica radiologica garantita da una recentissima tecnica, l’endoscopia virtuale. A parlarcene è il dott. Marcello Viterbo, specialista in Radiologia e direttore dello ‘Studio Radiologico Viterbo – Di Carlo srl’. “La colonscopia virtuale, oggi, è considerata ufficialmente la metodica di scelta per lo studio del colon nei casi di colonscopia ottica incompleta, per dolicocolon, l’intestino più lungo della norma, intolleranza del paziente alla procedura tradizionale, spasmi intestinali non risolvibili con farmaci o anche per lo studio di pazienti anziani o in condizioni generali scadute.

    Si tratta – prosegue il dott. Viterbo – di una tecnica radiologica non invasiva che permette di visualizzare l’intero colon attraverso un esame Tac dell’addome, dopo aver introdotto aria o anidride carbonica nell’intestino, tramite una sottile sonda rettale e previa preparazione di pulizia intestinale”.

    L’esame permette di ottenere immagini in due o tre dimensioni elaborate da un software ad hoc che garantiscono l’individuazione, la

    ricerca e la visualizzazione dell’intero tratto intestinale interessato. “Polipi e tumori – aggiunge lo specialista – vengono individuati perchè sporgono nel lume dell’intestino o ne riducono l’ampiezza, nei casi già avanzati di tumore”. Per le patologie tumorali “si consiglia – sottolinea il dott. Viterbo – di sottoporsi all’esame virtuale ogni due anni nei casi di familiarità e ogni quattro in altri casi”. La colonscopia virtuale si è accreditata intorno al 1994 e da allora ha compiuto innumerevoli progressi resi possibili anche dallo sviluppo di nuove tecnologie hardware. Si pensi, ad esempio, alle apparecchiature Tac spirale multistrato, il workstation di analisi dei dati altamente performanti, i nuovi programmi di ricostruzione delle immagini, le ultime modalità di visualizzazione delle immagini che si distinguono per velocità e semplicità di utilizzo o ai recenti sistemi di diagnosi assistita dal computer e Cad. “Questa tecnica di indagine – prosegue il dott. Viterbo – con le ultime apparecchiature Tac multistrato da 64, come la nostra appena montata in questo mese, ha un’eccellente sensibilità, addirittura superiore al 95 % nella identificazione dei polipi clinicamente

    significativi di dimensioni uguali o maggiori ai 10mm”. Dagli studi condotti dai centri di ricerca Usa e italiano, American College of Radiology Imaging Network e Impact , e dall’esperienza di screening dell’Università del Wisconsin, i nuovi dati in popolazioni di soggetti asintomatici aprono nuove prospettive per l’utilizzo della colonscopia quale test di screening per il cancro-rettale. Per tali ragioni “l’endoscopia virtuale – sottolinea il dott. Viterbo – è stata già inserita nell’elenco del Cancer Institute Americano quale metodica di screening per il cancro colo-rettale al pari della endoscopia ottica”. La scelta di tale tecnica di indagine garantisce l’ottimizzazione di risorse strumentali che possono contribuire ulteriormente a una diagnosi precoce delle patologie del colon.

    “I vantaggi sono molteplici – conclude lo specialista – l’elevata accuratezza diagnostica, simile alla colonscopia ottica, la valutazione completa del colon in pressoché tutti i pazienti, l’assenza di invasività, il comfort del paziente dal momento che è prevista una preparazione intestinale ridotta e non è consigliata la sedazione e la sicurezza per l’assenza di complicanze”.