• 07 LUG 09
    La densitometria per conoscere lo stato di salute delle ossa

    La densitometria per conoscere lo stato di salute delle ossa

    Le donne colpite dall’osteoporosi hanno una maggiore esposizione al rischio di frattura per traumi anche minimi.
    Oggi l’osteoporosi si diagnostica prima dell’insorgenza delle fratture per valutarne il rischio e decidere o tenere sotto controllo le misure terapeutiche. 

    Il 25% delle donne di età compresa tra i 50 e i 70 anni ne è colpita. La causa molto spesso è riconducibile alla perdita della funzionalità ovarica e alla conseguente riduzione degli estrogeni, fattori tipici della menopausa. Stiamo parlando dell’osteoporosi, la patologia che colpisce l’ossatura della donna in età matura. “La osteoporosi – spiega il dott. Marcello Viterbo, specialista in Radiologia e direttore della struttura di diagnostica d’avanguardia “Studio Radiologico Viterbo – Di Carlo srl” – è una malattia caratterizzata da una riduzione della massa ossea (Bone Minerul Density BMD) e dallo sviluppo di fratture, non traumatiche, spontanee, quale sequela di tale riduzione. Valutare il rischio di frattura – prosegue lo specialista – è l’obiettivo principale nei pazienti affetti da osteoporosi, dal momento che le fratture sono fortemente invalidanti e, spesso, associate a un elevato grado di mortalità”. Studi scientifici hanno rilevato che nel corso della menopausa si registra una progressiva perdita minerale ossea che intacca inevitabilmente lo

    scheletro femminile. Per questo l’osso della donna matura può presentare porosità e debolezza sino alla perdita di elasticità e resistenza. Durante l’infanzia e l’adolescenza l’ossatura, invece, attraversa la fase della crescita, periodo questo che favorisce l’allungamento e la deposizione minerale. Una menopausa precoce o la menopausa chirurgica (ovariectomia) possono anticipare o favorire la degenerazione ossea. Per tali ragioni, alla donna in menopausa si consiglia la densitometria ossea, uno degli esami più attendibili per la ‘mappatura’ dello stato di salute delle ossa e rilevare la loro densità. Tra gli strumenti adottati per effettuare questa indagine c’è il Delphi, strumento che allarga ulteriormente le frontiere della densitometria ossea a raggi X, grazie al rivoluzionario sistema Instant Vertebral Assessment (IVA), cioè “un’immagine della colonna – chiarisce il dott. Viterbo – in proiezione laterale, del tratto dorsale e lombare per il controllo di sospette fratture vertebrali con una dose di radiazioni per il paziente irrisoria rispetto alla radiografia tradizionale”.

    Nella fase pre-clinica, quando, quindi, non sono presenti fratture vertebrali ma la massa ossea risulta decisamente ridotta, si parla di osteopenia. L’osteopenia si presenta solitamente negli anni successivi alla menopausa, sebbene possa manifestarsi anche in giovane età quando l’osso presenta una densità minerale al di sotto dei valori di normalità.

    “Al fine di ‘quantizzare’ l’incidenza di tale patologia – aggiunge lo specialista – l’Oms (World Health Organization WHO) ha, recentemente, messo a punto una classificazione della patologia, in relazione alla misurazione della massa ossea, sulla base del valore del T-score, entità dello scostamento”. In alternativa, la valutazione può essere fatta sulla base dell’entità di scostamento espresso in valori percentuali: osteopenia lieve (inferiore al 15%), osteopenia media (tra il 15% e il 30%), osteoporosi e osteoporosi grave (oltre al 30%), statisticamente associate a un elevato rischio di fratture.