• 22 MAR 12

    Cone Beam, la rivoluzionaria tecnica di diagnosi dentale

    Tempi ridotti per la scansione, ottima qualità delle immagini e bassissime dosi di radiazioni rispetto a un esame TAC.

    Tempi ridotti ed esposizione limitata alle radiazioni. Sono questi i punti di forza di una nuova tecnologia che sta letteralmente rivoluzionando l’odontoiatria. Si tratta della radiologia digitale volumetrica Cone Beam 3D chiamata CBCT in grado di garantire estrema facilità d’utilizzo, ottima qualità delle immagini e sopratutto bassissime dosi di radiazioni, tali da poterle usare di routine in tutta sicurezza. Il suo campo di applicazione è vastissimo. Il vantaggio è dato dalla possibilità di interagire virtualmente con le parti anatomiche interessate e raccogliere le informazioni necessarie per la diagnosi e la pianificazione del trattamento. A parlarcene più approfonditamente è il dottor Marcello Viterbo specialista in radiologia e direttore della struttura di diagnostica ‘Studio Radiologico Viterbo – Di Carlo srl’ dove è già in uso la nuova tecnologia con una nuova apparecchiatura della Galileos C o m f o r t . “Fino ad oggi – spiega il dottor Viterbo – l’analisi radiologica possibile per poter visualizzare l’intero apparato scheletrico cranio-mandibolare era l’esame TAC, chiamato Dentascan, esame utile per il chirurgo- odontoiatra per poter pianificare un’adeguata e sicura procedura di implantologia protesica. Oggi è disponibile una nuova e moderna diagnostica radiologica dentale, una imaging 3D chiamata CBCT, radiologia digitale volumetrica Cone Beam, disponibile nella nostra struttura”. Il nuovo apparecchio radiologico, grazie alla tecnologia Cone Beam 3D, con un’unica scansione volumetrica tridimensionale e in pochi secondi consente di ricostruire l’immagine in perfetta qualità tridimensionale. L’esame TAC Dentascan ha rappresentato per molti anni una tecnica diagnostica molto importante per la pianificazione di interventi di implantologia e quindi per la ricostruzione dentale. Questo esame è stato indispensabile poiché permetteva un’accurata valutazione dell’osso presente nell’area dove veniva posizionato l’impianto nonché l’acquisizione di immagini di qualità elevata e la visione tridimensionale del distretto dentale di studio grazie a un programma software sofisticato. Tuttavia, adesso la nuova frontiera è la tecnologia Cone Beam 3D, una vera e propria innovazione nell’ambito delle ricostruzioni volumetriche. “Il nuovo strumento diagnostico – prosegue lo specialista – soddisfa tutte le necessità dell’odontoiatria: l’implantologia, l’endodonzia, la Tmj che studia le corrispondenze osseo-muscolari, la gnatologia, l’ortodonzia, la parodontologia, la chirurgia orale, osteo-ricostruttiva e maxillo-facciale. Questa nuova tecnologia estende la possibilità di diagnosi, facilita e semplifica il progetto terapeutico, garantisce ulteriormente la predicibilità dei risultati ma soprattutto esegue la scansione radiologica in tempi ridotti ed espone il paziente a bassissime radiazioni, circa 60 volte meno di una TAC, tre volte meno della migliore macchina concorrente, nonché meno di due volte il valore di una esposizione per una OPT digitale. Con l’apparecchiatura chiamata Galileos della Sirona l’esposizione ai raggi è la più bassa in assoluto ( 29 μSv ) – chiarisce il dottor Viterbo – evitando al paziente un sovradosaggio radiogeno, tanto più importante se parliamo di bambini. Il paziente è in posizione eretta per riprese si- cure e per facilità di posizionamento, ma è possibile anche effettuare l’esame da seduti laddove questo dovesse essere necessario.
    Altro elemento distintivo è il software integrato user friendly, diagnosi, progettazione e applicazioni semplici e facili, unico con la ‘finestra d’esame’ nella vista panoramica che consente di navigare nell’immagine tridimensionale in tempo reale attraverso tutte le sezioni con singoli strati di tre millimetri. Unica apparecchiatura ‘all-in-one’ che consente di svolgere tutte le fasi necessarie al medico specialista, dalla diagnosi clinica alla progettazione implantare fino alla realizzazione delle mascherine di guida chirurgica. Tutto questo – conclude il dottor Viterbo – mette il paziente al centro dell’attenzione, la facilità d’uso genera efficienza, la qualità genera fiducia, la chiarezza e la sicurezza dell’analisi determinano l’accettazione del trattamento proposto. Questa è la radiologia moderna”.